RAGIONE DI VITA

Giù la maschera

Era radiosa: gli occhi brillanti, le labbra turgide modellate sopra un sorriso di soddisfazione, le braccia bianche e morbide pronte per un abbraccio.

Il suo incedere fiero trasmetteva tutta la sicurezza che lei aveva sempre sognato.

Aveva una voce suadente, sapeva usare le parole giuste e l’inflessione appropriata per prendere quella giovane donna per mano e accompagnarla per i sentieri della vita in sicurezza.

E custodiva in sé tutte quelle caratteristiche speciali che avrebbero completato con esattezza i vuoti di lei, anima incerta ad affrontare il mondo.

La giovane ragazza si abbandonò senza riserve a quella positiva certezza che per lungo tempo la fece crescere leggera e spensierata.

Fu così che Ragione di vita divenne sempre più presente in lei: dapprima la coccolò con mille attenzioni, ne esaltava le fattezze e i pensieri. Condivisero lo stesso nido dove si possedevano a lungo appassionatamente, gustando appieno quei momenti magici e felici e dove il loro amore dette i suoi frutti.

Con Ragione di vita la giovane donna scoprì quanto fosse bello partire alla scoperta di mondi sconosciuti, incontrare persone dalle storie diverse dalla propria; scoprì le mille peculiarità di questa nostra Terra, andandone a ricercare con profondo appagamento il caldo delle viscere o il freddo gelido delle sue vette più alte.

Scoprì l’emozione dolce di andare per sentieri nei boschi alla ricerca dell’orma di un capriolo o di un lupo, immaginando scorribande notturne sotto la luna.

Fu con Ragione che lei imparò ad apprezzare le cose più stupefacenti della natura di cui si è parte: un sasso piatto e liscio levigato dal fiume, la piega per traverso nella roccia impastata dal tempo, le onde del mare che disegnano righe parallele sulla sabbia accaldata.

La donna imparò pian piano a raccogliere more e funghi abbandonandosi a Ragione che celebrava a lei, senza riserve, tutto ciò che la natura dona.

Apprezzò grazie a Ragione le distese infinite dei girasoli in fiore, l’imponenza dei castagni antichi e il tenero giallo dei primi fiori di campo.

Stupendo camminare con il vento in faccia, esaltante fare il bagno nei gelidi torrenti di montagna o nelle pozze calde della barriera corallina.

Lei era estasiata da questa vita bella che le si offriva: la pensava eterna.

Fu l’intenso bagliore di un lampo di un temporale improvviso che lasciò trasparire un doppio fondo inaspettato sul bel volto di Ragione di vita. Pareva che la scorza levigata stesse lì a bella posta, per nascondere la sua vera faccia: quella di un mostruoso essere dannato.

La maschera beffarda cominciò a liquefarsi pian piano, mentre le antiche movenze gentili divennero assalti rabbiosi, il cielo fu ricoperto di uno spesso telo nero, mentre ciò che prima accoglieva diventò un tranello.

Il bosco, il fiume, i monti ed il mare si chiusero in un insieme di ricordi scomposti mentre Ragione di vita mostrava adesso il suo vuoto.

La donna rimase lì impietrita: era stato tutto solo un crudele inganno.

L’illusione era finita, adesso quella maschera tanto bella le giaceva forse inutilmente accanto però, a dispetto del destino avverso, le sussurrava intanto parole confortanti che solamente lei sentiva: sarò per sempre la tua forza, potrai ancora vedere cose belle nella vita, solo se mi permetterai di rimanere in te, dentro il tuo cuore.

Lei rispose che il suo permesso era accordato: Ragione di vita avrebbe abitato per sempre nel suo cuore.

La maschera sorrise.

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