SENSO DI VERTIGINE

Là in fondo brilla un nome

Mi affaccio curiosa sull’invitante limpidezza di uno specchio d’acqua: – Cosa ci sarà mai là sotto? – Mi domando.

E già pregusto coralli rossi sgargianti o il morbido, atavico respiro di soffici spugne; penso a banchi di pesciolini d’argento, interrotti dal passaggio improvviso di muggini e sogliole.

Mi sporgo dunque con leggerezza scontata …

E qui rimango impietrita.

Immagini nette della mia vita passata e recente stanno lì, ingigantite e al contrario, come se il mio vissuto al completo fosse in balia di un’improbabile lente.

Un capogiro improvviso mi coglie, l’emozione mi prende e mi scuote.

Poi, risucchiata da un vortice di ricordi riaffioranti sul preciso momento, mi abbandono a questa vertigine bella!

E giù, a capofitto, mi immergo nei miei giochi di bimba, percorro di nuovo i viottoli in mezzo agli olivi come allora facevo e tremo al pensiero di incontrare un serpente che mi sbarra la strada.

E ritrovo i miei cari assorti nelle mansioni di sempre. E mi incanto a osservare le abili mani di mamma che cuce paziente un vaporoso vestito da sposa.

Mi sento mancare quando mi accorgo che lì c’è anche la nonna che sprizza dolcezza in silenzio.

Poi la vertigine mi spinge ancor più lontano, fino a vedere le mie sofferenze di giovane donna smarrita e poi la SALVEZZA che, mi accorgo in questo preciso momento, avevo da sempre agognato.

C’è un nome stagliato brillante nel fondo del lago, che mi si fissa nel cuore nell’anima, in testa.

Ora so che all’apice di questa vertigine esiste e sussiste la mia preziosa Ragione di vita.

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