Oddio che stress!
Questo balletto che devo preparare per stasera, mi manda davvero in tilt!
Ma perché non capite l’importanza dell’armonia della scena?!Che costumisti siete! Non lo vedete quali sono i colori dell’abito che indosso? Il nero, il grigio perla, il rosso… Cosa volete che me ne faccia di codesto blu tetro! Non lega, non mi piace, lo detesto!
Ma ci pensate: il primo ballerino del teatro che danza su un tappeto stonato.
Sapete che vi dico? – Quello è solo lo straccio che userete per pulire quando avrò già calcato queste scene!
Ma guarda come devo perdere il mio tempo prezioso!
Orsù, stendete quel tappeto arancio e poi il giallo e dopo il rosso.
Rimbalzerò come una pallina di caucciù, volerò con piedi e mani; sembrerò quasi un’entità divina e qualcuno del pubblico, rapito, noterà perfino un’aureola dorata intorno al mio volto incipriato!

Ma il blu vi prego, no! Quello lasciatelo agli attori immobili dell’800, quelli romantici, perduti nei notturni.
Io rappresento qui la forza dirompente del colore, la perfezione della sfera che rimbalza, si eleva fino su, in alto e ritorna.
Rappresento la gioia del futuro: dinamico, raggiante.
Sono il ritratto del progresso, MORTE AL PASSATO!
ABBASSO il blu
ᴡ i colori intensi!