La notte era stata agitata: ombre lunghe sopra il soffitto, ingannavano il tempo infinito della giovane donna, sola e agitata per il recente abbandono: sagome astratte, ora lunghe, di un grigio nerastro, ora tozze, più scure, poi nere.
Dalla finestra, un pertugio stretto e pungente lasciava passare luci biancastre di autocarri in manovra, flash gialli o arancioni di automobili e motorini frettolosi e rombanti.
Poi il buio totale.
La donna si alzò, non potendo resistere all’urto dei suoi sentimenti e seguendo un lieve chiarore soffuso che da poco si era svelato, raggiunse la grande finestra socchiusa e la spalancò.
Rimase incantata:

Nel blu più profondo del cielo, spiccava un disco dal giallo sbiadito, coperto da una cortina di nubi lattiginose, che come danzando, assumevano pose diverse, celando o svelando la luna.
La donna rimase a guardare rapita mentre il cuore rallentava il suo battito.
La nottata si fece propizia, fugando i ricordi più cupi.
Poi la luna gettò lontano il suo velo, prorompendo ad un tratto con un giallo accecante.
Lei ebbe un sussulto e fu lì che decise una svolta: la sua vita da adesso cambiava per sempre.
La donna rimase così, annegata in quell’estasi gialla, finché una riga rosata e sfumata, indicò all’orizzonte l’arrivo dell’alba.
Un nuovo giorno iniziava.
La vita riprendeva il suo corso per una strada ancora inviolata e attraente.