ALLA VIGILIA DI OGNI VIAGGIO LEI

Si palesava molto tempo prima che si avvicinasse al traguardo quel desiderio forte di felicità.

Sentivo il suo respiro proprio sul collo: forte, pressante, di un caldo appiccicoso.

Cominciavo così a irrigidire il mio corpo, a camminare a passi incerti verso la mia meta, come se un elastico ideale che mi tratteneva, stesse bloccando ogni mio movimento.

La mente, attanagliata da improvvisa incertezza, vacillava mentre un tremito incontrollabile faceva battere forte il cuore che correva all’impazzata.

In questa situazione devastante, lei mi prendeva a braccetto e insieme cominciavamo a ragionare   negativamente di quello che solo pochi momenti prima, credevo fosse il mio desiderato scopo.

Eppure, finché non mi ero accorta della sua presenza, ero arrivata ad anelare con passione quel traguardo di felicità.

Una felicità rappresentata da un Paese lontano, dove scoprire nuova umanità, una Natura inedita, contesti inesplorati. L’ignoto era qualcosa di bello da scoprire, l’oggetto insomma di quel desiderio che mi avrebbe condotta, ero sicura, alla felicità.

Ma ecco che adesso tutto assumeva un nuovo aspetto: svaniva la chiarezza ogni cosa appariva sfocata, nebulosa; lei mi guardava severa mentre, trattenendo il mio braccio, mi trascinava con forza lungo una strada impervia, accidentata, dove nessuno avrebbe osato procedere anche per la destinazione ostile che si preannunciava; era quello il percorso che lei aveva scelto per me.

Io la seguivo con sordido compiacimento, convincendo me stessa, mio malgrado, che la felicità vera era arrendersi a lei.

Lasciai perciò che il mio cammino procedesse al fianco di quell’essere che mi stava annientando e certamente di lì a poco sarei rimasta dipendente da lei per sempre se “qualcosa” non mi avesse distolto.

La voce amica di chi da tempo mi viveva accanto risuonò cristallina: Allora cosa aspetti? Forza, prepara le valigie che presto potrai coronare i tuoi sogni. Si parte finalmente! Questo viaggio che stai per iniziare porterà gioia infinita

Sentii che la presa dell’essere cedeva e là, dove la strada si appianava, io scorgevo con nuova nitidezza i luoghi lontani dei miei sogni.

Mi liberai con forza dalla presa subdola di chi mi tratteneva.

Sicura, procedetti verso la mia meta.

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