Con gli occhi ancora non del tutto aperti e strascicando faticosamente i piedi nelle morbide ciabatte di peluche, Anna si era avviata verso la cucina. Da qualche ora infatti percepiva un certo languorino che non le permetteva di continuare a godersi quelle coltri calde ed accoglienti del proprio letto a due piazze.
Aprì dunque la dispensa con l’intenzione di prendere quel pacchetto di biscotti al cioccolato che le frullava invitante nella testa. Avrebbe prelevato almeno sei biscotti e li avrebbe tuffati in una enorme ciotola di latte caldo, quello intero che se lo fai bollire, produce uno strato denso di panna che è una delizia!
Ma ahimè, al posto dell’involucro variopinto del dolce desiderio, Anna trovò due miseri barattoli di fagioli cannellini.
Sorrise, pensando che forse era incappata in una delle sue solite sbadataggini: sicuramente i biscotti si trovavano in un insolito posto, come quella volta che li aveva posati dentro la lavatrice e poi aveva avviato il programma “sintetici”.
Non osò pensare che forse si trattava di un bis e, con fiducia iniziò la ricerca degli agognati dolcetti.
Nel frigo, nel freezer, sotto l’acquaio….Niente!
Nella scarpiera, nel cesto dei panni sporchi, dentro l’armadio quattro stagioni…Niente!
Che se li fosse sgranocchiati l’immenso gatto persiano eternamente spiaggiato sopra al tappeto ai piedi del letto? Beh, se così fosse stato, almeno l’involucro lo avrebbe lasciato!
Anna sentiva i morsi della fame afferrarle lo stomaco ed iniziava a percepire un certo nervosismo che la rendeva scattosa nei movimenti e sprecisa.
Quella mattina caddero ai suoi piedi due bicchieri di vetro, il vaso di cristallo, gradito regalo di nonna e quattro piattini da frutta.
Niente però servì a recuperare i bramati biscotti.
Andrò in bagno a sciacquarmi la faccia – pensò Anna – Almeno così potrò raccogliere le idee, ricordare dove li ho messi quei maledetti biscotti e finalmente mangiarli !
La donna aprì il rubinetto del lavandino e senza attendere che arrivasse l’acqua calda, inondò la faccia, il collo, le spalle di un generoso getto rigenerante.
Mentre asciugava il volto nel morbido asciugamano di cotone, le balenò l’idea che forse i biscotti si trovavano proprio lì, nella stanza da bagno. Ma in quale preciso recesso?
Guardò dovunque, ma non trovò niente poi, circospetta, infilò le mani nello sciacquone: era l’ultimo tentativo, dopodiché si sarebbe arresa.
La ricerca fu vana.
Anna, esausta ed affamata decise di arrendersi. Sarebbe ritornata a letto ed avrebbe provato a riprendere sonno in modo da smorzare gli stimoli della fame. Contava di arrivare così all’ora di pranzo quando, una volta sveglia, avrebbe potuto pranzare facendo una scorpacciata di fagioli cannellini.
Con disappunto si avviò quindi verso la camera si raggomitolò fra le coltri e spense la luce sul comodino.
Aveva da poco ripreso sonno, che un fastidioso bi bip,bi bip, bi bip…iniziò l’ infinito, monotono ritornello.
Anna allungò il braccio e con un colpo deciso, come avesse voluto schiacciare una mosca, zittì l’impertinente sveglia.
Erano le sette del mattino, Anna si alzò a fatica dopo la lunga dormita allietata da una miriade di sogni, alcuni sereni, altri simili ad incubi. Entrò in cucina e ancora con gli occhi semi socchiusi dal sonno, si sedette davanti al tavolo apparecchiato la sera precedente. Prima di sorseggiare il caffè, si gustò sei biscotti al cioccolato fondente inzuppati in una ciotola strapiena di latte bollente. Quello intero naturalmente, che se lo bolli produce uno strato denso di panna che è una delizia.
Appagata, Anna si apprestò a recarsi a lavoro.
Lungo il tragitto ripensò al confine sottile fra sogno e realtà e si chiese da quale parte fosse lei in quel preciso momento. Non seppe darsi nessuna certa risposta.