DAL VUOTO ALL’ESSERE

Incedere barcollando, lungo sentieri stretti come le lame di un rasoio;

tenersi in equilibrio su fili tesi sopra strapiombi senza fondo;

osservare, con gli occhi offesi da una luce accecante, quello che penseresti fosse la tua meta.

Sentirsi risucchiare lentamente verso quell’ideale traguardo;

rimanere impotente nelle mani della forza oscura che ti si avvita addosso e ti trascina inesorabile

mentre il respiro ti manca.

Ora la vitalità ti viene meno, ormai sei del tutto impotente …

Da quanto ti trovi nel vortice? Un anno? Un mese, un giorno? O forse qualche secolo?

Che importa, il tempo non ha ormai alcun senso.

Ti senti avviluppata da questo corpo viscido, molliccio, che occupa ogni segmento del tuo esistere, fagocitando la tua stessa essenza finché lo spazio intero è annientato.

E si materializza il vuoto.

Ormai non sei.

Eppure quella forza ancestrale, sazia di te, continua a muoversi in un vortice eterno.

E colui che credevi essere stato adesso è nuovamente.

3 pensieri riguardo “DAL VUOTO ALL’ESSERE

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