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QUESTIONE DI PRIVACY

Villetta monofamiliare, periferia di una metropoli italiana. Fuori il frastuono dell’umanità operosa che sfreccia in macchina, romba sugli autocarri, sferraglia in tram, sibila asserragliata in metropolitana. Si percepisce odore di benzina insieme alla fragranza del pane, l’olio rifritto della rosticceria vicina, l’ultimo grido di un’essenza agrumata che indossa una signora. E voci scomposte di giovani arroganti, risate grasse di ragazze allegre. Nell’elegante quartiere di periferia s’innalza la villetta liberty dell’agiata famiglia. E’ sera finalmente! Basta promiscuità, spintoni, cattivi odori: la famigliola gusta la sua privacy accogliente! Ma ahimè, il Grande fratello incombe, carpisce la vagheggiata intimità facendo esplodere la sua bugiarda verità: “Stanotte nella villetta dell’imprenditore Tacchi, si è consumato un grave delitto. Stiamo parlando del famosissimo industriale delle scarpe, principale azionista di numerose banche. La moglie, ex indossatrice, è nota per la straordinaria avvenenza, ma soprattutto perché impegnata attivamente nel sociale. Urla strazianti della padrona di casa hanno rotto bruscamente il silenzio questa notte. La signora, palesemente atterrita, gridava “AIUTO, AIUTO, VATTENE VIA SUBITO!” Si udivano rumori di sedie strascicate, di oggetti che urtavano con suoni cupi… Poi si è sentito il marito strillare: “ora ti prendo brutto essere schifoso, vedi questo bastone? Te lo schianto sul collo!” Poi botte, botte. Infine un ululato ha atterrito i vicini. Poi più niente; forse la moglie è stata uccisa dal marito per gelosia, infatti i vicini riferiscono di uno strano tipo che ultimamente ogni pomeriggio alle diciassette entrava nella villetta con una borsetta rettangolare in mano e ne usciva dopo circa un’ora e mezzo. Le indagini sono comunque ancora in corso”. In poche ore le centomila visualizzazioni concordano nel condannare l’atto delittuoso pontificando sulla dubbia integrità morale dimostrata da tempo dall’imprenditore, visto in giro con “amiche” sempre diverse. In capo a pochi giorni cadono le azioni Tacchi, i settimanali schiaffano in prima pagina la foto dell’uomo definendolo mostro, sporco traditore, assassino … Intanto procedono le indagini, ma come il grande fratello sentenzia, si brancola nel buio. Poi finalmente la deludente verità: Da tempo nella villetta immersa nel verde del giardino, un topolino grigio, dispettoso, scorrazzava per camere e salotti. A niente era servito il derattizzatore intervenuto più volte. In quella notte maledetta, i ricchi coniugi, seduti sul divano, si accorsero che il terzo incomodo era lì, sgranocchiando il cuscino damascato lasciato vuoto fra loro. La signora, in piedi sulla sedia, era impazzita dal terrore, mentre il marito si prodigava per annientare l’ospite sgradito. E giù botte con la scopa, urla, disperazione, mobili rovinosamente a terra. E finalmente, la vittoria.Ma adesso tutto questo non fa più notizia: a chi potrebbe interessare il lieto fine?!

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