POTERI MAGICI DEL THE

Paesaggio appenninico: intorno rilievi dolci, ricoperti da boschi di castagni e faggi imponenti, al centro, come un bambino dentro la culla, il paese costruito con le pietre del posto, ridente, curato, spesso ostentato come grande bellezza da chi è nato in quel luogo. Come ogni terza domenica del mese, si tiene il mercatino dell’antiquariato nella piazza principale, evento importante per chi abita lì, ma anche per chi, sconosciuto a quei luoghi, accorre curioso, sperando d’imbattersi in un utopico “pezzo raro”.

Ci sono i giocattoli antichi come le trottole in legno o i trenini di latta, i mobili liberty, Art Nouveaux, Art Déco, Arte moderna, Coloniali, cinesi; merletti e ricami preziosi; libri scritti in latino su pergamene o cartapecore consunte. E poi centinaia di piccoli oggetti in disuso un tempo custoditi con cura in grandi cucine, nelle stalle, in cantina.

Ma oggi il banco delle stoviglie è il più vario, quello che attira di più Qui troneggiano pile di piatti di ogni forma e grandezza, colonne traballanti di tazze e tazzine venute da un po’ tutto il mondo.

Il mercato risuona festoso del vocio della gente che si accalca curiosa. C’è chi guarda, chi osserva ogni pregio o difetto, chi, toccando ogni cosa, rimescola tutto. Il venditore imbonisce paziente la folla spacciando la merce per l’occasione più ghiotta.

E’ qui che comincia la storia di tre donne diverse, ma che hanno in comune una sola passione: il culto del the.

Sono lì per lo stesso motivo: la ricerca di un nuovo servito, ma vintage, che possa accogliere preziosamente dentro di sé il magico liquido dalle mille risorse.

Carla è attirata da un modello cinese. Alla vista pare davvero un Guang Yang. Raffinatissimo, nella sua bianca porcellana leggera profilata in oro zecchino. La donna non stacca lo sguardo – Qualunque sia il prezzo lo compro – Esclama a voce alta come rapita.

Marta sta invece osservando il complicato decoro di un servizio inglese: tazzina con piedistallo e manico a forma di delfino, entrambi dipinti con oro, interno ed esterno stampato con rose dai tenui colori, contorno dorato, piattini e teiera abbinati. Un vero spettacolo, impossibile non restare ammaliata se sei una romanticona come Marta!

Per Nora non c’è niente di meglio dell’unico pezzo rimasto della preziosa porcellana Art nouveau dipinta a mano a Limoges, con rametti di fiori di campo e uccellini dai tenui colori.

-Per me che vivo da sola è perfetta – Mormora la donna in un sospiro.

Le tre potenziali acquirenti sono talmente comprese nell’osservare le tazze, che non si curano del baccano intorno, non sentono gli spintoni, non vedono i gesti scomposti di chi le circonda.

Tuttavia i loro sguardi si incontrano un attimo lasciando capire a ciascuna il loro comune interesse.

Poche parole per conoscersi. Carla vive in città col marito e tre figli ormai grandi, colleziona per hobby le tazze da the, bevanda che ama sorbire in silenzio nei pomeriggi da sola, mentre legge un buon libro.

Nora è una single assorbita totalmente dal suo lavoro d’infermiera. Presta la sua opera a tutte le ore della notte e del giorno, non ha figli per questo: non potrebbe accudirli. Per lei le pause sono davvero rare e quando può concedersene una, si coccola sorseggiando tazze fumanti di the dagli aromi diversi accompagnati da golosi dolciumi.

Anche Marta, insegnante, vive da sola ma è sempre attorniata da amici, con i quali condivide interessi diversi come i viaggi, la buona lettura, il burraco, qualche cena a base di sushi.

Inizia così l’amicizia di tre donne molto diverse, intorno alla scelta del servizio migliore fra i tre. Comincia insomma una intesa, lasciando a ciascuna l’acquisto più adatto per sé.

Poi l’idea positiva per tutte che nasce da Marta: -Troviamoci insieme domani alle cinque da me.

Le altre due si scambiano un’occhiata d’intesa fugace ed entusiaste rispondono “sì”.

La casa di Marta è ariosa, spaziosa, arredata con mobili bianchi, con grandi cuscini per terra per godersi il riposo o quattro chiacchiere in gruppo con gli amici più cari. La cucina, di un rosso sgargiante profilato di nero, racchiude in un pensile ampio la sua collezione di the.

Le donne si siedono dunque per terra sui soffici ed ampi cuscini, in mezzo la teiera troneggia padrona…

-Benvenute care amiche! -Esordisce Marta con un sorriso largo e sincero sulle labbra.

-Sapete, io adoro vedere persone, cianciare, sorridere, sparlare un po’ di qualcuno (ma senza offesa per nessuno, s’intende).

Forse sarà lo stare insieme giornalmente con quei ragazzi innamorati della vita che mi rende così: bisognosa di stare sempre insieme a qualcuno, curiosa, facilmente impressionabile; mi stupisco di tutto, mi emoziono per poco Per tutte queste cose adoro l’ora del the che ci accomuna attorno alla magia di mille aromi.

Secondo quale delle fragranze scelgo, cambio atmosfera: voglio avviare un dibattito acceso? Preparo un the al ginseng. Voglio creare un’atmosfera romantica, luci soffuse e qualche bacio? Scelgo un infuso al gelsomino oppure al timo. E se desidero parlar del più e del meno, senza nessun impegno, allora eccolo qua, quello più classico, il the al limone o, se vogliamo scimmiottare un po’ di più gli inglesi, aggiungeremo soltanto un po’ di latte.

E voi cosa pensate della vita? Siete altrettanto felici quanto me?

-Magari! -Inizia Carla – Io sono anni che cerco di barcamenarmi al meglio fra faccende di casa e ben tre figli! Quando mi laureai in Legge col massimo dei voti, ero certa che avrei fatto carriera, mi sarei affermata come avvocato civilista, il mio sogno!

Poi incontrai lui, ci innamorammo e insieme decidemmo di tirare a sorte chi dei due avrebbe potuto far carriera. La sorte scelse lui. Io mi dedicai felice al primo figlio, poi al secondo, sperando che una volta cresciuti, avrei potuto anch’io avviare l’agognata carriera di avvocato. Ma arrivò anche il terzo…Ormai mi sono rassegnata! Il the per me è un momento di evasione, la libertà di stare con me stessa; Mi chiudo a chiave, mi siedo sul divano e dalla tazza preferita, sorseggio lentamente il mio “elisir di buona vita”.

-Ma non hai delle amiche con cui condividere quel momento?! -Domanda Nora incredula di tanta solitudine.

-Magari, ma ormai mi sono resa schiava da me stessa, sono io che mi nego, finché gli altri stanchi, mi abbandonano a me stessa. Vi prego, non mollatemi anche voi, fate che possa rimanere legata al vostro gruppo!

-Carissima, sicuramente da ora in poi sarai dei nostri; intanto impara a dire legata al “nostro” gruppo.

Sappi che ti capisco -Aggiunge Nora.

Sapete, io sono abituata a vivere i problemi della gente, ad ascoltare tutti, a tirar su il morale a chi è disperato. Lavoro in ospedale giorno e notte, vedo tanto dolore, ma anche tanta speranza e fiducia in un mio gesto, in una mia parola affettuosa. Il mio, più che un lavoro è una missione, mi sono dedicata con gran passione alla mia attività, con la speranza di non guarire soltanto corpi, ma soprattutto anime e cuori.

Quando ho bisogno di un’ora per me stessa, allora attacco sullo stereo la musica che preferisco, soffusa e rilassante e ad occhi chiusi gusto il mio tiepido the. A volte invito un’amica, un amico, ma non diciamo niente, la nostra è come una meditazione religiosa, da cui usciamo rinati.

Mentre parla, Nora ha una voce vellutata, suadente, che incanta le altre. Il profumo delicato della magica bevanda si espande e penetra fino al cervello per poi scendere al cuore.

Il rito si compie.

In questo clima di rilassatezza in cui le tre donne si sono scambiate le loro confidenze, lentamente il the finisce, lasciando in fondo alla teiera una debole traccia di sé a forma di cerchio, testimonianza di quel nuovo prodigio: la nascita di un’amicizia vera fra tre persone che credono con fermezza, ciascuna a modo proprio, nella filosofia antichissima del the.

Quel cerchio altro non è che il suggello evidente di quel patto di amicizia a cui Carla, Marta e Nora, pur per motivi diversi, avevano aspirato.

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