L’itinerario rocambolesco di una camminatrice indomabile
Eccomi.
Ho camminato a lungo per sentieri sassosi, ai lati rovi spinosi ferivano braccia e gambe lasciando su di me un indelebile segno.
Ho barcollato sola, giorno e notte, abbandonata chissà quando, chissà dove, alla mia sorte.
Il cuore freddo e nella testa flebili ricordi di un bene appena conosciuto e subito svanito.
Una strada, quella che ho percorso, spesso in salita, con curve a gomito che mi lasciavano perplessa sul futuro celato dietro la svolta.
Ogni tanto ho scoperto qualche fiore odoroso, qualche sorgente limpida con cui nutrirmi l’anima e il corpo, ma non sempre ho vissuto gioia, pienezza, meraviglia.
Ci sono stati dei momenti in cui, là, dietro la curva, era celato l’inganno, o spuntava il muso nero di qualche lupo cattivo. Allora ho pianto, ho urlato, nascondendo la faccia nella nuvola soffice che vedevo in cielo.
Mi sono messa a correre per la salita impervia senza curarmi dei sassi taglienti che mi ferivano i piedi finché ho ritrovato la pianura, la larga e dritta via che mi ha dato ristoro.
Lungo il mio cammino non sempre sono stata sola: viandanti frettolosi mi hanno allietata sostenuta, annoiata, poi hanno preso tutti un’altra strada.
Uno mi ha lasciato un regalo: motivo per il quale questa lunga strada percorsa non è stata vana.
Ci sono stati momenti, mentre camminavo, in cui pensavo di tornare indietro, per ricongiungermi a quella porta chiusa dove forse un po’ di affetto c’era, ma girandomi scoprivo solamente il vuoto e allora desistevo.
Oggi sto camminando ancora e le ferite infertemi lungo il percorso, sono talmente tante che alcune non le considero nemmeno più, pur se talvolta sanguinano.
Ma questo andare avanti nel freddo dell’inverno che non è mai finito, mi ha stimolato a ricercare perennemente il sole, quella luce appagante, quel calore, tutti elementi che consolano il cuore. Perciò non sono rare le volte che sto bene.
Ecco parafrasando chissà quale poeta, mi sono sempre detta: “pur se la strada è lunga e impervia, che il cammino ti sia dolce e lieve ”.