Confidenze di un libro di testo ormai troppo elevato
Eccomi! Beh, non dite che non mi riconoscete. Sono io l’onorevole testo di Letteratura del Liceo PAROLE IN LIBERTA’. Vi sono familiare adesso? Sono uno scrigno di sapienza, di consigli, di esperienze che ho sempre condiviso con i miei studenti appieno.
Eppure eccomi qua: solo, impolverato, nascosto fra queste vecchie cariatidi di Latino e Greco. Quando mi hanno tolto di mezzo ero sconvolto.
Ci pensate? Proprio allorché avevo trovato un compagno di studio alla mia altezza, mi sono visto radiare: Troppo difficile-hanno detto- con i tempi che corrono ci vogliono testi semplici, banali…
Ma vi rendete conto! – Dico io – Con tutto quello che ho trasmesso a generazioni su generazioni ( il rispetto, il senso di giustizia, l’onore, e tutte le fragilità dell’uomo, le sue debolezze, la sua forza…) Vero, lo so bene, i l mio ultimo lettore era un fuoriclasse, imparava a memoria quasi ogni mia
pagina, sapeva tutto di Quasimodo, Montale, Ungaretti. Mi accarezzava con cura ed ogni
volta che lo avvincevo un po’ di più, lui mi lasciava un tatuaggio a pelle così che non dimenticassi mai quanto mi ha amato.
Talvolta decidevo di stupirlo. Allora mi aprivo in una pagina speciale con testi in latino oppure in greco antico, ma lui, dopo un attimo di stupore cominciava a capirmi, il suo indice scorreva sicuro sulla carta delicata che gli offrivo, carpiva quelle mie verità che nascondevo tra le righe ardue di un
linguaggio astruso. Era proprio un piacere percepire la sua soddisfazione, l’intimo appagamento che provava nell’avere me sulla sua scrivania, disponibile a tutta la sua sete di sapere.
Ho avuto, sì, anche dei nemici: ragazzacci svogliati che mi hanno inferto terribili ferite.
Spesso ho avuto la frattura della costola, oppure la pleurite dovuta a bottigliette d’acqua gettate su di me per spregio. Io non me la sono mai presa troppo, tanto poi sono guarito, ma gli editori pensavano che la maggioranza dei giovani non mi comprendesse perché ero troppo elevato e che per la disperazione mi sfregiassero.
E fu così che mi bandirono.
Io però ho dentro me una forza immortale, la cultura e so che prima o poi qualcuno mi ritroverà e mi vorrà riaprire.
Sarà la mia rinascita, ritroverò la gloria. Sarò ì pago così del mio riscatto!