UNA VITA BRADA

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VINCOLI LINGUISTICI = VOLI FANTASTICI

Un amico mi ha affascinata con i principi di OULIPO (Parigi, 1960). Ho amato la sfida di vincoli linguistici utilizzati da stimolo alla fantasia. Ho adorato Calvino, aggiuntosi poi al gruppo, con i suoi giochi combinatori Così, ignorando ogni possibilità di aiuto dalla osannata AI, mi sono posta alla prova: scrivo una piccola storia priva di un solo suono, ma non lo dico, puoi intuirlo. 

UNA VITA BRADA

Camminavo in una strada tortuosa, in salita. 

Ragionavo intanto, solitaria, sul magnifico luogo in cui avanzavo a grandi passi: fiori, piantagioni di girasoli, mais… Molti castagni si alzavano in lontananza simili a guardiani compiaciuti dal panorama riparato dalla loro possanza.

La siffatta circostanza, colmò fuori misura il mio Io di gioia. Così, appagata, arrivai fino alla cima, su, alla montagna.

Da lì scorsi una vasta pianura: si trattava di un antico lago ora città. 

Vidi Borgo, Vicchio, Dicomano, Bilancino poco più in là.

Intanto inspiravo con convinta forza, colmando di nuova vitalità i polmoni. 

Poi una poiana mi attirò dall’alto. Mi fischiò “Buona giornata”.

Trasognata, mi allungai sul suolo scuro, odoroso di muschio, chiusi gli occhi, appagata.

Cullata da una natura straordinaria, ammisi i vantaggi di una vita brada, così ricusai in toto gli agi usuali, spogliandomi di ogni sovrastruttura imposta dalla vita di oggi.

Mi ritrovai stracolma di una gioia smisurata: insomma, mi scoprii rinata.

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